Zsuzsa Bànk – Destino
Tengo i giorni chiari, quelli scuri li rendo al destino.
Tengo i giorni chiari, quelli scuri li rendo al destino.
Non hanno leso niente, i servitori del Serpente, se non la mia unica capacità di svolgere i programmi della Struttura. Al di sotto di questo, non c’era altro che l’essere umano: infatti continuando a scavare si portano alla luce sempre le cose peggiori. Ed essendo un essere umano, se l’uomo si scaglia contro l’uomo, sono cavoli amari, così come gli dèi, che si annientano da soli, insieme alla natura di cui essi sono i custodi.
Io credo che il confine fra caso e destino stia proprio qui: noi possiamo cambiare il nostro presente, non il nostro passato e di conseguenza stravolgere il nostro futuro da oggi non da ieri.Ci sarà per forza qualcosa che non sapremo accettare, però a volte forse davvero è meglio così.A volte perdere quello che si voleva salvare può essere la vera salvezza.
Le emozioni più intense le incontri sempre lungo il tragitto scelto per evitarle.
Ci sono cose che nemmeno gli angeli possono vedere o farci conoscere: fatti della nostra vita anche più grandi di loro, che rimangono oscuri. Inoltre abbiamo tutti uno spazio di manovra all’interno della nostra storia. Il destino ci fa percorrere una strada, ma non è detto che, durante il percorso, noi non possiamo allungare un po’ per viuzze secondarie e fare qualche tentativo di scegliere una strada panoramica.
Non esistono azioni buone o cattive, semplicemente esistono le situazioni in cui si compiono e le persone che fanno sì che accadano… lo stesso proiettile può colpire sia un criminale che un innocente!
Ci sono strade che bisogna percorrerle se vuoi raggiungere un obbiettivo. Ci sono strade che bisogna attraversarle per giungere dove il tuo destino ti attende.