Francesco Passeretti – Cucina
Omo de panza, omo de sostanza!
Omo de panza, omo de sostanza!
Se vuoi essere qualcuno, qualcuno veramente speciale, si se stesso…
Mi è stata aumentata la pensione di ben 19 euro mensili. Una pacchia. Per festeggiare l’avvenimento mi sono concesso l’acquisto di una confezione di salmone affumicato. Prima di aprirla, ho dato un’occhiata all’etichetta, e così ho notato l’elenco degli ingredienti: “Salmone, sale, fumo”. Fumo? E come mai non si evidenzia che il fumo uccide, come nei pacchetti di sigarette?
I lavoratori delle piantagioni recavano il vischio del cacao molle attaccato alla pianta dei piedi, come una spessa scorza che nessun’acqua al mondo avrebbe mai potuto lavare. Ma tutti, lavoratori, jaguncos, colonnelli, avvocati, medici, commercianti ed esportatori, avevano il vischio del cacao attaccato all’anima, nel profondo del cuore.
Nel divenire vecchio,molto spesso il piacere della tavola,prende il posto del piacere del letto.
L’infelicità è un sintomo grave e va curato con una massiccia dose di puro ottimismo!
E io restavo senza parola, perché capivo che la cucina era il solo luogo di tutta la casa in cui quella donna veramente vivesse, e il resto, le stanze adorne e continuamente spazzolate e incerate erano una specie di opera d’arte in cui lei riversava tutti i suoi sogni di bellezza, e per coltivare la perfezione di quelle stanze si condannava a non viverci, a non entrarci mai come padrona ma solo come donna di fatica, e il resto della giornata a passarlo nell’unto e nella polvere.