Luciano Meran Donatoni – Desiderio
Quando muore il desiderio muore anche il piacere.
Quando muore il desiderio muore anche il piacere.
Non conta quanto forte ci si spinge, non conta quanto in alto si sale, non si potrà mai fare tutto il giro.
Che resistenza può opporre il mio corpo se la pentacrazia sensoriale mi conduce a te? Io sono solo un umile suddito nel regno della tirannia emozionale.
Mio destriero selvatico, la tua anima è ribelle. Cavalchi senza intralcio attraverso un’oscura selva. Si disseta impalpabile la passione nel nostro clandestino incontro. Tu, superbo ed esigente, non ti accontenti e cerchi l’eccellenza di quel giglio profumato di cui già conosci la particolare essenza, l’unica in grado di ammansire l’estasi di quel desiderio d’amore.
Vorrei riuscire ad essere l’artefice di un’idea che cambi il mondo in meglio, una di quelle che nessuno, non potrebbe non sposare, che metta d’accordo sapienti e non, ricchi e poveri, saggi e stupidi, rivoluzionari e pacifisti. “L’idea del buon senso” il nome che gli darei.
Dentro l’anima di ogni chicco di caffè,esiste qualcosa che mi parla di te!
Ci sono incontri nella vita che noi comunemente chiamiamo coincidenze, senza sapere che questi sono desideri che appartengono al nostro destino.