Elisabetta Barbara De Sanctis – Desiderio
Inerme, ti attendo. Impudica, ti voglio. La mia mente finge resistenza. La mia carne oscenamente mi tradisce.
Inerme, ti attendo. Impudica, ti voglio. La mia mente finge resistenza. La mia carne oscenamente mi tradisce.
I tuoi occhi sono stati creati per indurmi a peccare. Le tue labbra, invece, per insegnarmi a farlo.
Non è una colpa desiderare un attimo di pace lungo quel filo di orizzonte, al tramonto, quando il sole s’incendia di passione, aspettando invano la sua amata luna.
Cos’è la passione in una Donna se non un fuoco che arde incondizionatamente.
La sensibilità è un dono. Un maledetto dono.
Vorrei tornare indietro nel tempo, ma non al periodo della mia infanzia o adolescenza, ma ancor prima, vorrei tornare nel periodo di quando ero uno spermatozoo. Altro che corsa verso l’ovulo di mia madre, stavolta starei fermo a guardare gli altri correre, magari pensando “che coglioni, corrono corrono perché non sanno cosa li aspetta”.
Un giorno vorrei essere donna per vedere i miei errori di uomo, un giorno vorrei riavere i miei occhi di bambino per vedere sempre un mondo a colori, un giorno vorrei vedere realizzarsi il mio sogno per vedere se ho perso tempo a guardare il cielo, un giorno vorrei rivivere quel giorno per vedere se con un’altra scelta la mia vita sarebbe stata diversa, un giorno vorrei un giorno tutto per me perché ho ancora tanto da imparare da me stesso.