Orazio (Quinto Orazio Flacco) – Desiderio
Ora è tempo di bere, ora è tempo di battere la terra con piede libero da vincoli.
Ora è tempo di bere, ora è tempo di battere la terra con piede libero da vincoli.
Le voglie tenute a germogliar troppo nel tempo finiscono coll’appassir come le foglie.
Vorrei avere tante anime, ognuna di un colore diverso, per poter offrire alla gente qualcosa di bello, qualcosa in cui credere, qualcosa in cui sperare, per poter far capire a loro che i colori esistono e sono tutti meravigliosi.
Raccontami senza fragore le cose più belle che ti porti dentro, raccontami sottovoce le tue fantasie più nascoste, e trova calore nei miei sensi più velati.
Rimane quella lucida follia della persona ancor prima del pensiero, perché non si fonde con nulla che sia contrario alla volontà d’esistere, mi conosco e mi ripulisco di ogni refuso di pacata solitudine, per immettermi nella carreggiata più veloce della volontà. Parevano tempi difficili, quelli che si paravano davanti, ma concretamente secernevano solo un motivo di lento restio dei pensieri. Accomuno le difficoltà finite, con il desiderio di scalata dell’impossibile, anzi a dir comune non esiste l’impossibile se non nei nostri pensieri.
Vorrei avere ciò che sembra rendere gli altri più felici di me.
Quanti occhi guardano in alto, sù nel cielo, e sospirano, amando, e sognano, implorando una stella affinché il desiderio si avveri.