Luciano Meran Donatoni – Destino
Il mio destino è la cecità, per questo scrivo come fossi uno tsunami e come se non volessi perdere il tempo che mi rimane.
Il mio destino è la cecità, per questo scrivo come fossi uno tsunami e come se non volessi perdere il tempo che mi rimane.
Io e questo temporale improvviso sappiamo da dove veniamo, ci facciamo compagnia nell’attesa che tutto si compia da molto lontano, perché è sempre da lontano che sono arrivate le realtà più belle e importanti della mia vita.
Quando il Destino è scritto, puoi cercare una via di fuga per riuscire a modificarlo, ma non ce la farai. Vuoi provare a vincere sul Destino?Il Destino per certe cose non può essere cambiato.Non esistono vie di fuga disponibili.Il Destino si può cambiare, è vero, ma per certe cose il Destino resta già scritto. Bisogna solamente accettarlo per quello che è.Che cosa strana, il Destino.
Ho capito che prima di attraversare la strada, oltre che guardare a destra e a sinistra, bisogna pure guardare in alto.
Le domande che dentro noi ci poniamo, sono indicazioni sul sentiero del destino.Trovare le risposte, è la sola forza che ci incita a percorrerlo.Cercarle da soli, l’unico modo per realizzarlo!
Se due persone, per la maggior parte del tempo, non fanno altro che cercarsi, non è poi così strano se si incontrano del tutto casualmente.
Con un sorriso sul mio viso vado verso ciò che oggi chiamiamo futuro. Vado in cerca della mia serenità. Vado, portandomi una sola valigia: quelle dell’esperienze vissute, passate.