Marco Giannetti – Destino
Insorgo alle grida di chi non mi ascolta. È un affanno per privarmi del sole, come immane è l’assenza mia tra gaudenti vite. Perché Dio sei sordo e cieco della vita mia.
Insorgo alle grida di chi non mi ascolta. È un affanno per privarmi del sole, come immane è l’assenza mia tra gaudenti vite. Perché Dio sei sordo e cieco della vita mia.
Si può essere felici anche solo con se stessi… felici di sentirsi un granello di sabbia con dentro un universo!
Rimetto ai sogni le cose belle e le speranze al nuovo giorno, pur sapendo che notti insonni accendono nuove stelle ad illuminare il comune vagare dei nomadi dell’amore.
Le emozioni più intense le incontri sempre lungo il tragitto scelto per evitarle.
Attendeva il giorno in cui il gelo dell’inverno avrebbe lasciato il posto al tepore del sole d’estate e le stagioni del suo cuore avrebbero ripreso il loro naturale ritmo.
A memoria d’uomo mai fu mulattiere benestante, Mai fece casa e mai ebbe denaro.
Crescere, invecchiare. Raccogliere i pezzi. Come se correndo non dovessimo continuare con le nostre vite.
Si può essere felici anche solo con se stessi… felici di sentirsi un granello di sabbia con dentro un universo!
Rimetto ai sogni le cose belle e le speranze al nuovo giorno, pur sapendo che notti insonni accendono nuove stelle ad illuminare il comune vagare dei nomadi dell’amore.
Le emozioni più intense le incontri sempre lungo il tragitto scelto per evitarle.
Attendeva il giorno in cui il gelo dell’inverno avrebbe lasciato il posto al tepore del sole d’estate e le stagioni del suo cuore avrebbero ripreso il loro naturale ritmo.
A memoria d’uomo mai fu mulattiere benestante, Mai fece casa e mai ebbe denaro.
Crescere, invecchiare. Raccogliere i pezzi. Come se correndo non dovessimo continuare con le nostre vite.
Si può essere felici anche solo con se stessi… felici di sentirsi un granello di sabbia con dentro un universo!
Rimetto ai sogni le cose belle e le speranze al nuovo giorno, pur sapendo che notti insonni accendono nuove stelle ad illuminare il comune vagare dei nomadi dell’amore.
Le emozioni più intense le incontri sempre lungo il tragitto scelto per evitarle.
Attendeva il giorno in cui il gelo dell’inverno avrebbe lasciato il posto al tepore del sole d’estate e le stagioni del suo cuore avrebbero ripreso il loro naturale ritmo.
A memoria d’uomo mai fu mulattiere benestante, Mai fece casa e mai ebbe denaro.
Crescere, invecchiare. Raccogliere i pezzi. Come se correndo non dovessimo continuare con le nostre vite.