Monica Taddia – Filosofia
La mia mente non ha padre, non ha madre, ma si autogenera all’infinito…
La mia mente non ha padre, non ha madre, ma si autogenera all’infinito…
Amo l’ultima foglia… è così ostinatamente attaccata alla vita.
Senza un avversario la virtù marcisce.
Adoro la genialità, il pensiero, la disponibilità, ridere, giocare, scherzare, amare. Se questa è anormalità sono anormale, ma sulle cose o sulle persone a cui più si tiene bisogna anche essere seri e viverle in modo normale: disponibilità, rispetto, allegria, amore, complicità, ricerca della condivisa felicità, distinzione tra pubblico e privato. Normalità e anormalità sono aspetti interiori che si manifestano nella collettività, dalla coppia a collettività più ampie con differenze appena percettibili ai più. Se ami sono quelle differenze che ti fanno ballare o bollire.
Non sono né tempo né luogo ad essere sbagliati, ma l’illusione che una determinata persona capiti nella nostra vita solo ed esclusivamente per restarci tutta la vita. È più una presunzione che un’illusione, a dire il vero, tuttavia col non ammettere d’aver ceduto a un’illusione si imputa la colpa al tempo e al luogo, ma di fatto non esistono né tempo, né luogo, né persone sbagliate, esistono occasioni e comunque nel momento in cui si incontrano le persone giuste, esse lo saranno sempre in ogni tempo e in ogni luogo perché solo per loro tempo e luogo esistono già al di là dell’esistenza.
La colpa dell’uno diviene colpa di tutti se i tutti ignorano la colpa dell’uno.
Dentro di noi abbiamo tutte le risposte alle nostre domande… sono sbagliate… ma ce le abbiamo.