Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla) – Frasi in dialetto
Damose da fa e volemose bene! Semo romani.
Damose da fa e volemose bene! Semo romani.
Il mio grazie alle donne si fa pertanto appello accorato, perché da parte di tutti, e in particolare da parte degli Stati e delle istituzioni internazionali, si faccia quanto è necessario per restituire alle donne il pieno rispetto della loro dignità e del loro ruolo. In proposito non posso non manifestare la mia ammirazione per le donne di buona volontà che si sono dedicate a difendere la dignità della condizione femminile.Come scrivevo nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di quest’anno, guardando a questo grande processo di liberazione della donna, si può dire che “è stato un cammino difficile e complesso, e, qualche volta, non privo di errori, ma sostanzialmente positivo, anche se ancora incompiuto per i tanti ostacoli che, in varie parti del mondo, si frappongono a che la donna sia riconosciuta, rispettata, valorizzata nella sua peculiare dignità”.Consentite dunque, carissime sorelle, che insieme con voi io rimediti la meravigliosa pagina biblica che presenta la creazione dell’uomo, e che tanto dice sulla vostra dignità e la vostra missione nel mondo.Vegli Maria, Regina dell’amore, sulle donne e sulla loro missione al servizio dell’umanità, della pace, della diffusione del Regno di Dio!
O ciuccio e fatic è muort! Primm campava cu me… ma ò padrone nun’addà sapè, è rimasto sol l’anime e chille’e murt! Sì trov ‘a via… m’accatt na frusta e popol, a mazzate e à murz me l’aggia mangia!No o ciucc! Ma sul o core nfame e stu padrone senza pietà!L’asino da lavoro è morto, Prima era dentro di me, ora che è morto il padrone non lo deve sapere, poiche in me è rimasta solo l’anima dei sui morti,… e se trovo la via giusta, mi compro una frusta popolana, e se lo pesco da solo, a botte e morsi me lo devo mangiare, non certamente l’asino! Ma solo il cuore infame di questo padrone senza pietà.
Tutt’ ‘o lassato è perduto.Tutto ciò che è lasciato è perso.
Bisogna più viverci dentro!
Ogni intervento medico sulla persona umana è sottoposto a dei limiti che non si riducono all’eventuale impossibilità tecnica di realizzazione, ma sono legati al rispetto della stessa natura umana.
Nessun male compiuto con buona intenzione può essere scusato.