Phineas Taylor Barnum – Frasi in lingua straniera
There’s a sucker born every minute.Ogni minuto nasce un gonzo.
There’s a sucker born every minute.Ogni minuto nasce un gonzo.
We all have a mission to accomplish in this life… Mine is the one to show everyone that, by respecting one another’s equality and proper rights, gays can get along well with whomever they wish. And it has been very emotional for me to see my efforts actually brought to some fruition.Tutti abbiamo una missione da compiere in questa vita… La mia è quella di mostrare a tutti che, rispettando gli altrui diritti e uguaglianza, i gay riescono a convivere bene con qualunque persona. E vedere la fruizione dei miei sforzi è veramente stato molto emozionante per me.
Seltsam, im Nebel zu wandern! Einsam ist jeder Busch und Stein, kein Baum sieht den andern, jeder ist allein.Strano, vagare nella nebbia! Solo è ogni cespuglio e pietra, nessun albero vede l’altro, ognuno è solo.
Il pleure dans mon coeurComme il pleut sur la ville;Quelle est cette langueurQui pénètre mon coeur?O bruit doux de la pluiePar terre et sur les toits!Pour un coeur qui s’ennuieO le chant de la pluie!
No princípio do fimHà ruídos que não se ouvem mais:- o grito desgarrado de uma locomotiva na madrugada- os apitos dos guardas noturnos quadriculando como um mapa acidade adormecida- os barbeiros que faziam cantar no ar suas tesouras – a matraca dovendedor de cartuchos- a gaitinha do afiador de facastodos esses ruídos que apenas rompiam o silêncio.E hoje o que mais se precisa è de silêncios que interrompam o ruído.Mas que se hà de fazer?Hà muitos – a grande maioria – que jà nasceram no barulho. E nem sabem, nem notam, por que suas mentes são tão atordoadas, seus pensamentos tão confusos. Tanto que, na sua bebedeira auricular, sò conseguem entender as frases repetitivas da música pop. E, se esta nossa “civilização” não arrebentar, acabamos um dia perdendo a fala – para que falar? Para que pensar? -, ficaremos apenas no batuque: “Tan! Tan! Tan! Tan! Tan!”Al principio della fineCi sono rumori che non si sentono più:- il grido solitario di una locomotiva nell’alba;- i fischietti delle guardie notturne che squadrano come una mappa la città addormentata;- i barbieri che facevano cantare per l’aria le loro forbici;- il tric-trac del venditore di castagne;- lo zufoletto dell’affilatore di coltelli.Tutti quei rumori che appena rompevano il silenzio. E oggi quel di cui più c’è bisogno sono silenzi che interrompano il rumore.Ma che possiamo farci? Molti – la grande maggioranza – sono nati già nel frastuono. E neanche lo sanno, neanche lo notano, tanto le loro menti sono stordite, i loro pensieri confusi. Tanto che, nella loro ubriacatura auricolare, riescono solo a sentire le frasi ripetitive della musica pop. E, se questa nostra “civiltà” non esploderà prima, un giorno finiremo per perdere la favella: perché parlare? Perché pensare? Resteremo soltanto col suono dei tamburi: “Tan! Tan! Tan! Tan! Tan!”
Impossible n’est pas français.Impossibile non è francese.
If you tell the truth you don’t have to remember anything.Se dici la verità non devi ricordarti nulla.