Paulo Coelho – Guerra & Pace
Non pensare che io sia venuto a portare pace. Sono arrivato a portare la spada.
Non pensare che io sia venuto a portare pace. Sono arrivato a portare la spada.
10,9, 8,7, 6,5, 4,3, 2,1, 0… Boooooom! Silenzio assoluto… c’era una volta un pianeta chiamato Terra.
Quando qualcuno uccide un poliziotto dicono che è colpa di una canzone. Che musica ascoltavano quando hanno bombardato l’Iraq?
Noi, i cuori, siamo terrorizzati al solo pensiero di amori che sono finiti per sempre, di momenti che avrebbero potuto essere belli e non lo sono stati, di tesori che avrebbero potuto essere scoperti e sono rimasti per sempre nascosti nella sabbia. Perchè, quando ciò accade, noi ne soffriamo intensamente.
Chi ama aspettandosi qualcosa in cambio perde il suo tempo.
Davvero non avrei voluto nascere uomo; sono ben contenta della mia condizione di donna. In definitiva, tutto quello che voi uomini vi aspettate da noi è che cuciniamo bene. D’altro canto, dagli uomini ci si attende tutto: che siano capaci di mantenere una famiglia, di fare all’amore, di difendere i figli, di provvedere al cibo, di avere successo.
I vantaggi della guerra, se ce né qualcuno, sono solo per i potenti della nazione vincente. Gli svantaggi ricadono sulla povera gente.