George RR Martin – Libri
Il drago aveva cantato per lei.
Il drago aveva cantato per lei.
È facile disprezzare quello che non si può ottenere.
L’universo, per lui, finiva all’orlo di seta della sua sottana.
L’amore è veleno. Un dolce veleno, certo, ma che comunque uccide.
Quando uno è innamorato si vede, lancia segnali misteriosi.
Il dolore è passato. La vita lo ha trasformato in qualcos’altro; dopo averlo provato, dopo aver singhiozzato, lo si nasconde agli occhi del mondo come una mummia da custodire nel padiglione funerario dei ricordi. Passa anche il dolore provocato dall’amore, non credere. Rimane il lutto, una specie di cerimonia ufficiale della memoria. Il dolore era altro: era urlo animalesco, anche quando stava in silenzio. È così che urlano le bestie selvatiche quando non comprendono qualcosa nel mondo – la luce delle stelle o gli odori estranei – e cominciano ad avere paura e ululare. Il lutto è già un dare senso, una ragione e una pratica. Ma il dolore un giorno si trasforma, la vanità e il risentimento insiti nella mancanza si prosciugano al fuoco purgatoriale della sofferenza, e rimane il ricordo, che può essere maneggiato, addomesticato, riposto da qualche parte. È quel che accade ad ogni idea e passione umane.
Qualche volta, quando la gente rimane sola, fa cose che poi rimpiange.