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Alexandre Dumas – Matrimonio

Il legame del matrimonio è così pesante che si deve essere in due per portarlo, spesso in tre.

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    La famiglia è “fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna””Dio ha creato l’essere umano maschio e femmina, con pari dignità, ma anche con proprie e complementari caratteristiche”Il legame che unisce la vera famiglia non è:ne quello biologico, ne quello d’esser garanti l’un l’altrone tanto meno sancito da: un sì – un rito -un formale e zelante rapporto di coppia tra l’uomo e la donna.Ma, nel legame dove pervade il rispetto e la gioia, per le reciproche vite.La Famiglia è soprattutto dialogo fra Cuori.Le esperienze dolorose di fallimento e di separazione nascono e si coltivano nelle famiglie governate soprattutto da esigenze formali, dettate da regole sancite o apprese dalla nostra menteche offuscano le sensibili ispirazioni del nostro cuore.Nel Creato (espressione di Dio) esiste in maggioranza un umanità composta dall’essere umano maschio e femmina ma a chi osserva con occhi liberi da definizioni affrettate, osserva che esistono anche creature umane con pari dignità dove l’aspetto maschile o femminile non è ben definito, eppure in questa umanità aleggia un sensibile cuore che anela effondersi e realizzarsi in una famiglia.Se definiamo la Famiglia con dei valori effimeri dettati dalla nostra mente per lo più dalla comodità o limitata lettura sul Creato della nostra mente, (la quale anela a sostituirsi alle infinite possibilità espressive del creato, definendo il Divino o la Verità a propria immagine e comprensione).Creeremo sempre più confusione nella nostra sensibilità Umana, ben sapendo che i veri valori della Famiglia sono quelli dell’Anima, “il rispetto e la gioia delle reciproche vite”.Per non cadere nello stesso errore di coloro che definirono una razza umana eletta da Dio, giustificando alla propria cecità spirituale la distruzione di intere popolazioni anch’esse espressioni del Creato ma che non rientravano in quei canoni definiti dalle loro menti.

  • Alexandre Dumas – Libri

    “Edmondo” disse “voi non ucciderete mio figlio!”Il conte fece un passo indietro, gettò un debole grido, e lasciò cadere l’arma di mano.”Che nome avete pronunciato, sgnora Morcef!…””Il vostro” gridò lei gettando il velo, “il vostro che, solo io forse, non ho dimenticato mai! Edmondo, non è la signora Morcef che viene da voi, è Mercedes!…””Mercedes è morta, signora” disse Montecristo “ed io non conosco più nessuno che porti questo nome.”” Mercedes vive, signore, e Mercedes vi ricorda, poiché lei sola vi ha riconosciuto quando vi vide, ed anche senza vedervi, alla sola voce, Edmondo, al solo accento della vostra voce…