Maicol Cortesi – Morte
Dovremmo incominciare ad avere imbarazzo della morte.
Dovremmo incominciare ad avere imbarazzo della morte.
Ho visto i miei occhi riflessi nello specchio dell’ anima, il puro terrore; la follia della paura; la pazzia furente e urlante della mostruosità: ho visto la Morte. Ed essa mi guardava dal di dentro dello specchio con cieco desiderio. Desiderio di avermi; di ghernirmi; di possedermi… per sempre. Ho visto le sue lugubre e agghiaccianti dita, scarnificate, putrescenti, oscene, allungarsi in una specie di carezza sul mio cuore; ma volevano solo strapparlo per portarlo lontano… Ho visto la sua falce lunata mietere attorno vite… e per poco non cadevo anche io sotto il mortale girotondo… Ho visto il suo volto specchiarsi nel mio e diventare me stessa, rubandomi gli occhi, l’anima e i pensieri… Sono affogata in una melma di nera pece, ma poi ha schiuso la stretta ed ho nuovamente respirato. Ho visto il mio cadavere tornare alla superficie della vita e poi di nuovo affondare nel nulla, perché l’attesa ormai si è fatta così reale e distinta, da non permettermi più di discernere fra l’Adesso e il Niente…
Per molti quest’uomo è stato e non è più… destino comune di ogni animale mortale.
Non aspettare il giorno che smetterai di soffrire. Perché quando arriverà saprai di essere morto.
La morte decreta la totale uguaglianza degli ineguali.
Morte: è l’unica cosa che non siamo riusciti a volgarizzare del tutto.
Chi vive per l’eternità non ha mai paura di morire.