Stefano Baldi – Morte
“Ho una notizia bella e una brutta. Quale vuoi sapere per prima?” “Quella brutta” “Quella brutta è che muori” “e quella bella?” “Beh, che non sei ancora morto!”
“Ho una notizia bella e una brutta. Quale vuoi sapere per prima?” “Quella brutta” “Quella brutta è che muori” “e quella bella?” “Beh, che non sei ancora morto!”
Vorrei essere come un fiore: sbocciare e morire in un giorno.
Parlate di noi giovani, ci condannate, ma non sapete che per un amico che muore, siamo capaci di piangere su i nostri jeans strappati e dietro ai nostri capelli lunghi sappiamo ricordarlo. Noi non abbiamo paura di morire, perché sappiamo che qualcuno piangerà per noi, i nostri amici sbandati e non di certo voi, persone civili che non avete nemmeno il tempo di piangere.
Fautori della pena di morte sono degli statalisti dell’omicidio.
Quanto più un uomo è forte e tanto più dolorosamente sente pesare su di sé la morte.
La morte confina con la nascita, e la nostra culla sta nella tomba.
Fino al giorno della morte, nessuno può esere sicuro del proprio coraggio.