Delia Viscusi – Morte
La morte non muore mai.
La morte non muore mai.
Chi è ossessionato dalla morte, a causa d’essa diviene colpevole.
La morte è come un viaggio in un altro mondo, un viaggio che puoi fare solo una volta, un viaggio da cui non tornerai mai.
C’è un gioco sottile nel risveglio. Una fase in cui la morte ti corteggia, lusingandoti, per protrarre il sonno e convincerti a non svegliarti mai più. La morte ha la prima mano. Ti presenta caleidoscopicamente ciò che ti attende non appena avrai aperto gli occhi. Di che sudare freddo in un letto caldo. Poi, ti fa una controproposta: ti invita a tenere gli occhi chiusi, come se tu fossi il testimone di un imminente delitto mafioso. Quindi, gioca la carta del torpore: un asso pigliatutto che si porta via i tuoi progetti per il passato, ramazza l’angoscia di un presente onnipresente come Dio, ti assicura che nel futuro, per tua fortuna, non ci sarai.
Un vero amico intuisce che hai bisogno di lui dal tono di voce, dallo sguardo, da come batti ripetutamente le dita sul tavolo, da come fai tremare la gamba, da come apri e chiudi una penna ripetutamente. Un vero amico ti sa leggere.
Non mi sono mai uccisa prima quindi non cercate precedenti.
Anche un cataclisma di tutti i sistemi solari e stellari ti può uccidere solo una volta.