Valeriu Butulescu – Morte
Detesto parlare della morte. Non ne ho la minima esperienza.
Detesto parlare della morte. Non ne ho la minima esperienza.
Il suicidio è la soluzione di chi soluzioni non ne ha più.
“Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno” è comodo dirlo per l’innato senso di prevaricazione dell’uomo, chi muore ha perso, facile dire che fosse il migliore!
Tentiamo di vivere in modo tale che anche il becchino, alla nostra morte, ne sia addolorato.
Il fuoco ha bisogno dell’aria per vivere. Invece la uccide. Dopo di che, muore.
La terra parla dalle sua fondamenta, la nuova bellezza del mondo esprime in sottofondo la lingua della morte, e non quella dell’infinito, del male, e non del bene. Verità matematica, sorda ai desideri di immortalità di una carne che resta sempre quella che è. La maledizione di Dio e degli angeli per rapirmi e macellarmi, raccontano la loro vera forma e intenzioni, o illusioni, e indirettamente un’altra verità: quello che macellano, lo spirito di una sola persona, fa brillare l’universo di nuove generazioni, uno spirito molto più grande di quello di Dio e degli angeli, che per questo non porterà mai eternità, né speranze di altri futuri.
Fare la guerra è una cosa, uccidere un uomo è un’altra.