Marco Fernando Righi – Morte
Il sogno non ha anticamere, così come la morte.
Il sogno non ha anticamere, così come la morte.
Sapessi quante volte sono morta dentro e nessuno è venuto al mio funerale!
Se sono condannato, non sono solo condannato alla morte, ma a difendermi fino alla fine.
La strada che conduce all’Ade é facile da percorrere.
La morte può diventare oggetto di un ardore cieco, di una fame come quella dell’amore.
Allora vi voglio confermare il fatto che nella vita ogni persona diventa prima o poi un personaggio che si rimuove da solo. Si rimuore da solo. Si muore da soli. Nonostante tanti amici.
Ti vestirai di nero per sfuggirle, piangerai le tue perdite in silenzio e ti aggrapperai alla speranza. Rincorrerai la vita, sapendo bene che la tua ora è arrivata, ma non lo saprai fin a quando il ticchettio dell’orologio ti avvertirà. D’altronde non l’hanno sconfitta i dittatori, che credevano di avere il mondo in mano, come puoi farcela tu? Tu non sei nessuno. Faresti meglio ad inginocchiarti uomo, perché la morte ha allungato le sue scheletriche braccia per afferrarti. Non potrai mai vincere una battaglia persa in partenza.