Epicuro – Morte
La morte non va temuta perché quando ci siamo noi non c’è lei e quando c’è lei non ci siamo noi.
La morte non va temuta perché quando ci siamo noi non c’è lei e quando c’è lei non ci siamo noi.
Esistono addii che non saranno mai tali.
Chissà perché quando muoriamo, tutti alla fine spendono una buona parola per noi perfino i nemici.
Mi piacerebbe di essere sepolto così, ai piedi del vecchio campanile di San Berardo, a Pescina, con una croce di ferro appoggiata al muro e la vista del Fucino in lontananza.
La morte non vuole gli stupidi.
Nella discussione tra coloro che amano i ragionamenti, vince chi perde, in quanto apprende.
Si dimentica presto la morte degli altri, per non dover pensare alla propria.
Esistono addii che non saranno mai tali.
Chissà perché quando muoriamo, tutti alla fine spendono una buona parola per noi perfino i nemici.
Mi piacerebbe di essere sepolto così, ai piedi del vecchio campanile di San Berardo, a Pescina, con una croce di ferro appoggiata al muro e la vista del Fucino in lontananza.
La morte non vuole gli stupidi.
Nella discussione tra coloro che amano i ragionamenti, vince chi perde, in quanto apprende.
Si dimentica presto la morte degli altri, per non dover pensare alla propria.
Esistono addii che non saranno mai tali.
Chissà perché quando muoriamo, tutti alla fine spendono una buona parola per noi perfino i nemici.
Mi piacerebbe di essere sepolto così, ai piedi del vecchio campanile di San Berardo, a Pescina, con una croce di ferro appoggiata al muro e la vista del Fucino in lontananza.
La morte non vuole gli stupidi.
Nella discussione tra coloro che amano i ragionamenti, vince chi perde, in quanto apprende.
Si dimentica presto la morte degli altri, per non dover pensare alla propria.