Federico Caruso – Paura & Coraggio
Ora che conosco la paura non ho più paura.
Ora che conosco la paura non ho più paura.
Sono sempre andato avanti anche quando era meglio stare fermo.
Scoperta, in trappola, è buio. So che siete tanti, non vi vedo, però lo so. Non posso correre, non voglio correre. Non andrò via, non avrebbe senso. Per fuggire da voi ho seguito le strade più strette, le via più deserte, ho fatto lunghe e faticose deviazioni che mi hanno portata lontana dall’arrivo, tanto da nascondermelo. Ho sbagliato, so di averlo fatto e me ne vergogno. Vi affronterò, e vincerò. Siete voi gli unici ad impedirmi di raggiungere il mio sogno, e non ve lo permetterò oltre.
La paura ti annulla. Aver paura significa bere, quotidianamente, a piccoli sorsi la morte. Uccidere i sogni, i desideri, vanificare il tempo, cancellare se stessi perdendosi irrimediabilmente nel vortice del nulla.
È sotto l’effetto della paura che si compiono i gesti più inammissibili.
Le parole non sono gioielli che si mettono nel sacco. Esistono in virtù della verità che a volte esprimono, non è impersonificata da alcuno, non salvano né maestro né allievi se non si vivono equamente. Forse è la cosa più libera e obiettiva che esista. Non si fa propria con la menzogna perché il salvatore vuole salvarsi da se stesso. Più probabile che proprio così si condanna.
Il nostro coraggio dipende dalla nostra fragilità.