Edward Dahlberg – Poesia
Al giorno d’oggi un pessimo poeta è colui che imita la natura.
Al giorno d’oggi un pessimo poeta è colui che imita la natura.
Quando il mondo avrà esaurito le parole degli uomini sarà costretto a utilizzare quelle dei poeti.
La poesia… riflesso di uno stagno colpito da un raggio di sole.
Io ti posso regalare poesia, il cuore per leggerla devi metterlo tu.
Ohimè! O vita! Per queste domande sempre ricorrenti, per la folla infinita di infedeli, per le città piene di sciocchi, per il mio continuo rimproverarmi (poichè chi è più sciocco di me e più infedele?), per gli occhi invano assetati di luce, per gli oggetti perfidi, per la lotta sempre rinnovata, per gli scarsi risultati di tutti, per le sordide folle che vedo attorno a me avanzare con fatica, per gli anni inutili e vuoti di coloro che rimangono, con il resto di me avvinghiato, la domanda, Ohimè! Così triste, così ricorrente – cosa c’è di buono in tutto questo? Ohimè! O vita![risposta]Che tu sei qui – che la vita esiste, e l’identità, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuire con un verso.
Amore non è possesso, è godere del bello. Il bello è nei sensi che colgono emozioni comunicate istantaneamente come il soffio del vento che entra nell’aria immobile, come le parole dell’anima che scivolano dalla penna all’anima di chi le capirà…
La vera poesia non dice niente, elenca solo delle possibilità. Apre tutte le porte. E voi potete passare per quella che preferite.