Attilio Saletta – Politica
Quando ho la sfortuna di vedere la cronaca politica in un telegiornale, ho l’impressione di avere appena visto la giornata tipo in un centro di igiene mentale.
Quando ho la sfortuna di vedere la cronaca politica in un telegiornale, ho l’impressione di avere appena visto la giornata tipo in un centro di igiene mentale.
Noi ci comprendiamo meglio costruendo la torre di Babele che non il parlamento.
Penso che ogni tanto qualche scappellotto ci voglia per questo tipo di bambinacce. L’elemento della truffa è quello che più mi colpisce. Non c’è stata e non c’è fino ad ora –se ci sarà lo dirò– una censura della Rai e del cattivo Berlusconi contro la satira della Guzzanti. C’è stato un tentativo evidente di guadagnarsi la censura da parte della Guzzanti, che ha associato alla satira, cioè al suo mestiere, un altro mestriere, quello del comizio politico “de paese”, “de borgata”, quello violento, duro, in cui le è scappata anche la famosa espressione “razza ebraica”, perché la ragazza è molto ignorante. La cosa che mi dispiace è la violazione del sacro canone del mestiere dell’attore. Uno fa la satira, punto e basta. Se uno attraverso la satira – come avvenne con Daniele Luttazzi – vuole fare campagna elettorale a favore del proprio partito, non va più in televisione. Molto semplice: non è censura, sono regole, regole sane.
I grandi uomini non stanno nella politica perché per loro è difficile rompere un equilibrio facendo prevalere la ragione sul sentimento.
Io sono semplicemente un imprenditore che fa miracoli.
La democrazia e la libertà conducono all’anarchia così come la libertà di espressione un popolo deve avere un padre severo, colto e di buonsenso.
George Bush ha spedito un milione e 400 mila biglietti di auguri della Casa Bianca. Comunque, dite quello che volete di George Bush, ma almeno le sue stagiste si limitano a leccare le buste.