Camillo Benso (conte di Cavour) – Politica
Sono figlio della libertà e a lei devo tutto ciò che sono.
Sono figlio della libertà e a lei devo tutto ciò che sono.
Tenere il coltello dalla parte del manico: condizione ottimale in cui viene a trovarsi il cittadino quando entra nella cabina elettorale. Ne uscirà, sempre con lo stesso coltello, ma, il più delle volte, piantato alla gola.
Per stare almeno a pari nella corsa dei peggiori, cambiano in fretta anche i migliori. Per vivere un po’ meglio i puri vanno a scuola dai più furbi. Per farsi ancor più ricchi i furbi rubano il mestiere ai disonesti, ma molti disonesti che hanno più esperienza, ed hanno sempre visto come fanno i furbi, sono già pronti per l’ultimo gradino, verso i palazzi, sugli scranni. E quando sono li, per rimanerci danno lavoro a quelli indietro. Chiedono al disonesto,firmandogli pagherò per il futuro, di continuare a fare ciò che sa far meglio, trovare tra i più furbi chi vada in mezzo ai puri a prendere consensi per mantenere in piedi quelli in cima, così si chiude questo cerchio che ormai è diventato una catena.
Il conflitto non è, come vogliono farci apparire, fra politica e giustizia, il conflitto vero è fra politica e giustizia insieme e paese reale.
Non si può correre il rischio che i giovani si scoraggino. Non possiamo rischiare che non vedano la possibilità di realizzarsi, avere un’occupazione e una vita degna nel loro, nel nostro Paese.
O ci liberiamo dalle ideologie o le ideologie si libereranno dei nostri cervelli.
Loro scendono in campagna elettoralearmati di parole ed illusioni,molti vorrebbero entrare nei palazziarmati di rabbia e di forconi.