Giuseppe Catalfamo – Religione
A me potete anche provare a prendermi per il culo, ma ditelo ad un egiziano che Dio è caritatevole.
A me potete anche provare a prendermi per il culo, ma ditelo ad un egiziano che Dio è caritatevole.
5 Agosto 1945 h 8:16 Londra sanguina, l’Europa è morta.La Germania sgancia per prima l’atomica su Londra,gli inglesi e l’europa tutta chinano il capo all’invasore.Anche gli Stati Uniti colpiti mortalmente nella costa norddella California firmano la resa ad Hitler.25 Aprile 2010 La Liberazione.Dopo decenni di guerra partigiana finalmente il nemicodittatore è distrutto, l’Italia finalmente può gridare ‘libertà’La Patria ringrazia come eroi i partigiani più coraggiosiGasparri e Bossi.15 Settembre 2010.Non si hanno ad oggi notizie degli spregevoli disertorid’alema, Prodi e Berlusconi.
Le parole se le porta via il vento. Spesso è sufficiente uno scorreggino.
LA VITA È UN VIAGGIOA rendere più sicuro il viaggio occorre provvedere l’equipaggiamento necessario alle mani e ai piedi. Bisogna coprirci i piedi, perché le spine di questa vita, che sono i peccati, non ci danneggino. Ci occorrono perciò calzature robuste (che fuor di metafora sono le austerità e le mortificazioni), capaci di spezzare la punta delle spine, di impedire cioè che il peccato penetri nell’anima fin dagli inizi, quando cioè si presenta in forma attraente ed entra in noi furtivamente. Una tunica lunga fino ai piedi e chiusa tutt’intorno non pare molto adatta per un viaggio, che Dio vuole condotto speditamente. Essa dovrebbe essere interpretata come il simbolo delle piacevoli comodità della vita che la retta ragione, al pari di una fascia attorno ai fianchi, deve cercare di ridurre al minimo indispensabile. Questa fascia è la saggezza. Il bastone, destinato a tener distanti i cani, rappresenta invece le parole della speranza cui ci appoggiamo nelle stanchezze dell’anima e con le quali ci difendiamo dai rabbiosi assalti dei nemici.
Siamo noi a portare per primi i pesi dell’amore, perché altri abbiano la forza, con noi, di portarli.
L’italiano medio è più fedele verso la sua fede calcistica piuttosto che verso quella religiosa, legge molti giornali sportivi, mentre raramente tocca i testi sacri e rispetta di più le regole del calcio che quelle di Dio. La cosa ironica è che si lamenta per la “blasfemia” degli atei, quando lui è il primo a fregarsene del volere del suo padre immaginario.
E adesso, incominciamo questo cammino. […] Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza.