Fabio Privitera – Abbandonare
Ci conoscemmo così profondamente da dimenticare chi eravamo stati l’uno per l’altra, e da perdere di vista quell’idea di eternità che avevamo accarezzato mentre ci eravamo ancora ignoti.
Ci conoscemmo così profondamente da dimenticare chi eravamo stati l’uno per l’altra, e da perdere di vista quell’idea di eternità che avevamo accarezzato mentre ci eravamo ancora ignoti.
Tanto più l’amore è stato grande, tanto più grande è la delusione che tutto sia finito, ma con l’amaro in bocca mi rendo conto che sono ora felice che tu sia partito.
Da quando ho smesso di voler possedere, mi sento integro.
Abbandonare il campo, non sempre è una resa: talvolta, significa prendere coscienza dei propri limiti e non peccare di presunzione; talaltra, è un atto di grande coraggio e di profonda dignità.
La “cosa vivente” più nefasta e nefanda sboccia ad inizio estate. Quelli che abbandonano gli animali.
Loro stavano insieme, non importa a quante miglia di distanza, non temevano oramai nulla che potesse dividerli, e questo li portava a sentirsi sfiorare le mani e gli sguardi senza aver bisogno di occhi e dita.
Quando qualcuno ti abbandona, perché dovrebbe continuare ad essere importante?