Giuseppe Catalfamo – Abbandonare
La “cosa vivente” più nefasta e nefanda sboccia ad inizio estate. Quelli che abbandonano gli animali.
La “cosa vivente” più nefasta e nefanda sboccia ad inizio estate. Quelli che abbandonano gli animali.
Certe volte mi capita di trovarmi in macchina, sotto la pioggia battente e di guidare senza meta tra i fari che s’incrociano come i miei pensieri.Sento il motore che viaggia ed io con lui mi sento sicuro e forte.Ogni buca che prendo mi ricorda ogni mio fallimento e l’acqua della pioggia che le riempie sembra il mio pianto.Cerco te tra i bagliori delle auto, ma non ci sei.Mentre guido penso… vorrei essere saggio e pazzo, scambiare i miei sogni con la gente.Sui marciapedi stanchi trovare la vita vera e la cultura, lontano dalla scuola ma in mezzo alle persone.Tante belle parole e buoni propositi.Tante speranze e tra queste quella di vederti materializzata, davanti a me.Vorrei essere scaldato dal tuo calore, trafitto dai tuoi raggi.Perso nell’attesa del tuo bagliore mi stordisci. so che arriverai.Non perdo la speranza e poi quasi all’improvviso appari,sei l’Alba.L’alba di un nuovo giorno.
Amalo come io non ho saputo fare, tienilo forte ma ricorda: se un giorno te lo porteranno via non piangere… perché ti avranno portato via ciò che tu hai portato via a me.
Anche le orme lasciate sul cemento fresco, presto o tardi svaniscono.
Mi dice la mia casa:“Non abbandonarmi, il tuo passato è qui…”Mi dice la mia strada:“Vieni, seguimi, sono il tuo futuro.”E io dico alla mia casa e alla mia strada:“Non ho passato, non ho futuro.Se resto qui, c’è un andare nel mio restare;Se vado là, c’è un restare nel mio andare.Solo l’amore e la morte cambiano ogni cosa.”
Se soltanto avessi servito il mio Dio con metà dello zelo con cui ho servito il mio re, egli non mi avrebbe abbandonato nella mia vecchiaia, nudo, ai miei nemici.
È quando l’amore si trasforma in sacrificio, che arriva il momento di finirla.