Alfred Tennyson – Sogno
Parevami di muovere in un mondo di fantasmi, e di sentir me stesso l’ombra di un sogno.
Parevami di muovere in un mondo di fantasmi, e di sentir me stesso l’ombra di un sogno.
Vive più fede nell’onesto dubbio, credimi, che in metà delle religioni.
Dormi e gli incubi ti spaventano. Poi ti svegli e la realtà è ancora peggio.
Questa notte i miei sogni giocano a rincorrersi mentre corrono uno cade lo aiuto a rialzarsi mi guarda mi sorride è quello più bello quello che più ti assomiglia.
La realtà che conta giace nei nostri sogni.
I giovani escono dall’università e non trovano lavoro. I vecchi raggiungono l’età della pensione senza avere denaro sufficiente per vivere dignitosamente. Gli adulti non hanno tempo per sognare-dalle otto del mattino alle cinque del pomeriggio lottano per mantenere la famiglia, per pagare le rette scolastiche ai figli, affrontando le innumerevoli fatiche che conosciamo e che si riassumono nell’espressione “la dura realtà”.
I prigionieri che non sanno di essere in prigione non culleranno mai sogni di libertà.