Angelo Longobardo – Speranza
Se ti chiedo un anelito di speranza, non mi rispondere con la voce dell’incoscienza. La grammatica del cuore coniuga l’infinito di ieri col presente di futuro.
Se ti chiedo un anelito di speranza, non mi rispondere con la voce dell’incoscienza. La grammatica del cuore coniuga l’infinito di ieri col presente di futuro.
Non mi sono mai sorpreso. Di nulla. Strano, ma è così. Perché c’è sempre la speranza. In un modo o nell’altro. Del resto, dietro l’angolo, può esserci ciò che cercavi o qualcosa che può cambiare la tua vita.
Chiesi alla speranza di non abbandonarmi. lei mi guardò incredula e disse: “sono nei tuoi occhi, nel tuo sorriso incerto. sono nel palpito che muove le tue ciglia. Cercami in quel pensiero che nasce al mattino senza veder tramonto, cercami in una lacrima che non sarà mai ultima, e in quel respiro rotto che ti attraversa l’anima”.
Le speranze sono forze interiori; è questo aspettare con calma che ci spinge giorno dopo giorno a sentire che ce la possiamo fare, che un giorno arriverà ciò che stavamo aspettando. Non mollare, tieni duro, il tuo tempo sta per arrivare!
La speranza non è formata di solo parole buttale lì a caso. La speranza è qualcosa di molto più profondo. Intimo e personale. Essa possiede ali forti per volare nelle tempeste della vita, dimora nelle anime dei più coraggiosi e temerari. Non si accontenta dell’oggi, vuole anche conquistare il domani. Nulla la trafigge e la sconfigge se le sue radici sono impiantate nei valori più profondi dell’esistenza. Punta e mira ad un solo motto e obbiettivo da raggiungere: vivere per essere, essere per vivere.
Hai abbandonato la fiducia e la speranza di raggiungere ciò in cui credevi, ma se ci credi veramente, la voglia di provarci tornerà in te più forte di prima.
Troppi sogni in mano e poche speranze nella testa.