Angelo Longobardo – Speranza
Se ti chiedo un anelito di speranza, non mi rispondere con la voce dell’incoscienza. La grammatica del cuore coniuga l’infinito di ieri col presente di futuro.
Se ti chiedo un anelito di speranza, non mi rispondere con la voce dell’incoscienza. La grammatica del cuore coniuga l’infinito di ieri col presente di futuro.
Una delle cose più vane è sperare nell’educazione degli altri.
La speranza, senza fondamenta concrete, si chiama illusione. Inizia con una carezza sul cuore, e finisce con un pugno nello stomaco.
Cresciamo nella speranza di un futuro migliore, ma non capiamo che quel futuro siamo noi.
Spera e accarezzati il cuore senza sentire quel dolore che ancora ti scivola dentro. Lascia che si asciughi quella macchia che ancora sporca le tue speranze.
Quanto bisognerà aspettare per un po di pace e di amore, fin quando si arriverà al punto che non si avrà più fiducia di chi ci si fida? fin quando i sentimenti in cui si crede ci deluderanno? fin quando chiedere aiuto non avrà più speranze per essere salvati? ahimè non mi aspetto e ne aspetto più niente e niente da nessuno.
Non c’è la speranza, dove regna l’inganno.