Angelo Longobardo – Speranza
Se ti chiedo un anelito di speranza, non mi rispondere con la voce dell’incoscienza. La grammatica del cuore coniuga l’infinito di ieri col presente di futuro.
Se ti chiedo un anelito di speranza, non mi rispondere con la voce dell’incoscienza. La grammatica del cuore coniuga l’infinito di ieri col presente di futuro.
Anche se inattivi, da soli non si spreca tempo. Lo si sperpera quasi sempre quando si è in compagnia. Nessun colloquio con se stessi può essere del tutto sterile: qualcosa ne vien fuori per forza, non fosse altro che la “speranza” di ritrovarsi, un giorno.
Attendo con ansia una spiegazione razionale sulla cruda realtà che osserva inerme la disparità di condizioni di vita in questo mondo ingiusto. E spesso busso alle porte di un Dio per chiedergli se una probabile ricompensa debba essere attesa nella totale e presente sofferenza!
L’illusione è figlia della speranza, ma orfana della realtà.
Che giorno è oggi? Mi son chiesta, ho perso la cognizione del tempo, mi son detta, e poi forse cambia qualcosa? No! E solo un altro giorno di speranza.
Cos’è che ti da la voglia di vivere? Quante volte mi sono posta questa domanda. Troppe volte, e mi sono sempre risposta. La speranza che domani qualcosa cambi in meglio!
E se c’è un segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole… e non qualcosa che non c’è.