Claudio Visconti De Padua – Speranza
A volte è sufficiente una timida luce per illuminarci dalle fitte tenebre.
A volte è sufficiente una timida luce per illuminarci dalle fitte tenebre.
Lentamente vagano le ore, negli occhi tristi delle genti, negli occhi feriti dei malati, negli occhi mesti degli anziani, negli occhi tiepidi dei fanciulli. Il tempo qui è una macchina, manovrata da politici corrotti!
Sono invisibili, ma più dolorose, si insinuano nei ricordi rendendoli pungenti ti deprimono senza che nessuno ti veda, sono spine che trafiggono il cuore e ti portano indietro nel tempo: sono le cicatrici dell’anima!
Bisogna essere distanti per provare a noi stessi l’importanza di amare ed essere amati, quando…
Come acque che s’infrangono su irremovibili scogli; invano t’ho amato, cuore di roccia cuore di…
Quel vulcano di emozioni che implodeva nell’anima, solo a vederla!
Guai se domassimo il cuore, se sapessimo in anticipo le cose, se fossimo senza entusiasmo, privi di un cenno di curiosità, guai se passasse un giorno senza gioia o riso, guai se avessimo tutto ciò che desideriamo, guai se non fossimo capaci di piangere, di provare emozioni, di abbracciare il prossimo, guai se usassimo il tempo solo per noi senza distribuirlo agli altri con bontà e altruismo, guai se pensassimo che la vita sia un peso e non un dono, guai a coloro che vedono sempre tenebre nella luce degli occhi! Guai se non fossimo capaci di dire grazie quando è dovuto!