Vincenzo Lubrano – Stati d’Animo
La tranquillità è il sentire la pioggia cadere ad occhi chiusi, immaginando che sia il sangue che scorre nelle vene.
La tranquillità è il sentire la pioggia cadere ad occhi chiusi, immaginando che sia il sangue che scorre nelle vene.
Com’è duro aprire gli occhi e scoprire di essere gli artefici del proprio male. Com’è bello capire che così vi posso rimediare.
Oggi, mi taglio. Mi taglio fuori dal mondo, mi costringo in un angolo, senza fiatare, sennò le prendo. Oggi, mi taglio con una forbice a zig-zag e ghirigori e mi faccio venire i brividi quando le due lame non mi prendono bene la pelle e vanno di liscio, masticando appena e non tranciando di netto. Nell’ampiezza d’angolo della forbice aperta, ci sta tutta la mia ansia, l’attesa di uno “zac” che vibra nell’aria e che mi fa male ancor prima di farmene davvero; nella forbice chiusa, ci sto io, stretta, stretta, senza respiro, incastrata. Forbici in mano a sadiche Parche che tessono e recidono i fili del mio destino.
Al mio cuore non devi raccontare “puttanate”, ma solo verità. Accetto sempre il vero “male”, ma mai l’ipocrisia.
Tra amore e odio c’è una linea talmente sottile che ci vuole un attimo per invertire il sentimento.
È come quando viaggi per il mondo e ti piace. Ci sono luoghi talmente meravigliosi che li chiami casa; ma poi torni lì, dove tutto è iniziato, e capisci perché sei partito e perché sei tornato. E ti senti veramente a casa.
Feriscimi! Se ti aiuta a stare meglio, feriscimi. Quando non si ha forza e maturità per ammettere le proprie colpe, i propri limiti si finisce per accusare gli altri. Si finisce per auto convincersi che non è nostra la colpa di un fallimento, di una cosa che si spezza, di qualcuno che se ne è andato. Feriscimi, ma non cambia il fatto che io saprò ancora camminare forte, decisa e sicura di me e tu resterai solo in compagnia delle tue paure e dei tuoi limiti.