Patrizia Luzi – Stati d’Animo
A volte certe persone non si rimpiangono, si ringraziano per essersi tolte dalle scatole da sole.
A volte certe persone non si rimpiangono, si ringraziano per essersi tolte dalle scatole da sole.
Nella morte non c’è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C’è rimasto ben poco che possa morire.
In me pensieri selvatici, randagi, imbizzarriti, che pascolano tra le mie ossessioni, affrancati dal tempo. Liberi di essere, ma schiavi della transumanza dal desiderio alla realtà.
Sicuramente io non sono nessuna, ma nessuna è come me. Forse potranno imitarmi, copiarmi, ma l’originale sarò sempre e solo io.
Sono immerso nel mio piccolo cosmo, l’aria soffia nei miei pensieri l’innocente sentire, la brezza mi sfiora, il mio mondo si apre nell’immenso, in questo cielo io vivo la mia libertà.
A piccole dosi era veleno, ma quando era tutto per me era l’antidoto.
La forza delle parole, possono schiacciarti come macigni, possono farti volare oltre questi palazzi.