Gian Genta – Stati d’Animo
Dopo una sbronza di dolore confessare le proprie colpe è come vomitarsi addosso.
Dopo una sbronza di dolore confessare le proprie colpe è come vomitarsi addosso.
La vita ci regala delle belle emozioni cosi belle che per farle restare tali finiscono, e avvolte di proposito. Li portiamo nel cuore, custodendole gelosamente nascondendole da tutto e tutti perché dovranno restare emozioni belle e vere.
L’eterno dilemma se sia meglio vivere un’ossessione e, paradossalmente, sentirsi incredibilmente vivi pur se sofferenti, oppure prediligere la tranquillità e con essa la routine e la noia che ne potrebbero derivare.Talvolta perfino l’ansia può creare dipendenza. Sarà per questo che, ogni tanto, sento l’esigenza di smuovere le acque. Così, dal nulla. Volendo, anche questo è amore.
La dolcezza è espressa in mille riflessi d’amore che affiorano dal cuore.
Amore di madreVorrei ridarti di nuovo la vita,per vederti finalmente guaruta!…Vorrei non sentire il tuo dolore,ma, vivere felice per amore…Dolce ribelle, “Bambina mia”…forse la sofferenza ti porta via…Allungo trepiante la manoper accompagnarti piano, piano…Il mio volto denota sofferenza,la nascondo a te, conn tanta pazienza…Una muta preghiera al “Signore”,”Ti prego!… Salva il mio piccolo tesoro!”…l’aamore di una madre è unico, immortale,e ogni sacrificio diventa naturale…Bambina mia, tu sei quella che mi dà vitae, senza di te, è per sempre finita!…
Mi chiedo se la solitudine la scegliamo oppure la subiamo. In ogni caso non è una bella compagna se dura troppo.
Ho toccato il fondo, non era un posto adatto a me; in realtà non lo è per nessuno; però volevo restarci, volevo restarci perché mi allontanava da tutto e tutti… volevo restarci perché speravo mi allontanasse anche da quel dolore che mi impediva di vivere, che mi soffocava l’esistenza, ma rimandando lì non facevo altro che coltivarlo.