Roberto Giusti – Tristezza
Solo al contatto col dolore, sveliamo le nostre debolezze.
Solo al contatto col dolore, sveliamo le nostre debolezze.
Sei come il vento. Arrivi, colpisci e scappi. E il vento non si può stringere tra la mani.
E lottare contro tutto e tutti per raggiungere l’obbiettivo, la meta prefissata superando i vincoli imposti da menteo corpo. Sentirsi vivi, liberi, pieni di soddisfazione, da essere felici anche solo per un attimo così maledettamente inteso da rimanere indelebile nei ricordi. Si, questo si può fare.
La Donna, in Amore, è come un Fiume Impetuoso… pronta a travolgerti di Vive, Intense e Liquide Emozioni o a trascinarti via, disperdendoti nel Mare degli Indifferenti!
Che tristezza limitarsi a leggere le carte, le mani. Nessuno impara a leggere gli occhi!
Ho la malinconia incastrata nelle costole. Quel genere di malinconia che non ti blocca il respiro perché hai il magone, ma ti indolenzisce le ossa perché parte dallo stomaco. Puoi respirare, ma ogni respiro è uno sforzo, una fitta. Lo sforzo di evitare di piangere, ché tanto sai che sarebbe inutile. Ed immeritato. Perché sono lacrime che non ti meriti tu né tantomeno chi le ha provocate.
Quando sono triste ascolto canzoni tristi, sento il bisogno di accomunarmi a chi esprime la mia stessa tristezza, per condividerla. Solo così riesco a consolarmi e a superare il mio dolore, e solo dopo questa comunione posso ripartire, sapendo che la mia allegria da quel momento in poi me la sarò guadagnata e sarà sincera, proprio perché ha attraversato il valore della tristezza. Ho provato ad ascoltare solo cose allegre quando sono triste, ma mi sento uno che fugge, quasi un vigliacco.