Silvana Stremiz – Tristezza
Non c’è morfina che possa addormentare il dolore “del cuore”.
Non c’è morfina che possa addormentare il dolore “del cuore”.
Com’era facile da piccola far sparire i dolori. Mi sedevo in un angolo per terra e abbracciavo le mie ginocchia, poi piangevo. Un pianto disperato e liberatorio. Alla fine si tirava su il naso e si pensava: beh, non sarà la fine del mondo. Adesso è tutto maledettamente complicato, così complicato che preferisci pensare che sei troppo grande per abbracciare le tue ginocchia, invece di ammettere che adesso, non sei più in grado di tirare su col naso e andare avanti.
E quando qualche delusione, oscura un cielo che cerco di dipingere di azzurro, a malincuore cancello tutto e ricompongo la mia tela.
La tristezza piange nell’anima, il dolore del cuore.
Mi sono addormenta bambina sorridente, e mi sono svegliata donna piangendo!
L’invidia si insidia nel cuore delle persone aride. Nelle persone egoiste che troppo vogliono. Dà il tormento s’insidia come un veleno impedendole di godere di ciò che hanno.
Verso sera quando il sole ci lascia, torno dove il mio cuore ha iniziato a vacillare… chiudo gli occhi e subito la mente vola da te, ostinata nel continuare a pensarti… Tu non ci sei, non incontro più il tuo sguardo ne sento più la tua voce, ma il ricordo non mi abbandona… troppo forte il dolore per qualcosa di unico che stava nascendo, troppo fredda è la mia anima senza il tuo sorriso a scaldarla.E in riva a quel lago lascio una lacrima… una goccia d’amore.