Raffaele Caponetto – Tristezza
Che tristezza, se fossimo soli nell’immensità dell’universo.
Che tristezza, se fossimo soli nell’immensità dell’universo.
Quando un amore finisce, quando la delusione ci assale, non dovremmo mai lasciarci andare così tanto fino ad annullarci, fino al punto di dimenticarci di noi stessi. È vero, il dolore può graffiarci l’anima fino a farla sanguinare, ma non facciamo in modo che esso ci divori. Se quella traccia incancellabile ci avrà reso persone migliori, anche la sofferenza avrà avuto un senso ed il ricordo che ne rimarrà, sarà come una delicata carezza sul cuore.
Perché chi non ha i denti ha tanto pane e chi ha i denti il pane non ce l’ha?
L’uomo è fatto per soffrire, paradossalmente quando non soffre, soffre perché non sta soffrendo.
È grande il vuoto che sento in me ed è tanto il bisogno che ho di te.
Io non sono triste, è la vostra felicità che puzza di plastica bruciata.
Sono uscita di casa perché stavo troppo male. Quando sono rientrata, pensando che mi ero divertita, sono stata peggio. Mi sono sentita in colpa perché non eri con me.