Alessandro Baricco – Tristezza
Qualcuno diceva: ha qualcosa addosso, come una specie di infelicità.
Qualcuno diceva: ha qualcosa addosso, come una specie di infelicità.
Vagherò in un deserto d’emozioni, soffierà nella mia tristezza una brezza di solitudine, guarderò ma non vedrò nulla, piangerò ma nessuno sentirà, soffrirò come in un tormento nell’anima e nessuno mi guarirà, vivrò con la morte addosso, ecco chi sarò io quando smetterò di sperarti.
Portami via da questa solitudine che mi avvolge come una goccia di pioggia nel ghiaccio non riesco più a vedere il mio viso è una nuvola il mio cuore sconfitto dal vento e dalla pioggia. Portami via con te al mare tienimi per mano ti aiuterò a sorridemaure e per farti piacere ti donerò una scala che arriva al cielo dove i tuoi occhi vedranno l’infinito. Le stelle ci faranno compagnia sarà un concerto di suoni e luce un connubio di sensazioni mai provate che innamora l’anima.
Fa pena chi ama e non è riamato. Soprattutto quando se ne rende conto e sceglie di non amare più neppure chi vivrebbe solo del suo amore.
Sei solo un’emozione che vive nella mia mente.
Forse essere tristi è proprio questo. Sentire il cuore immobile, la mente che elabora centinaia di pensieri che non riescono a tradursi in parole, l’equilibrio spezzato…
Gridi sordi dell’amore frantumano il mio cuore. Il rumore di pietre gelide e secche che collassano. Si propaga una ultima eco nel deserto.