Giulio Castronovo – Tristezza
Lo sfogo dei propri affanni ne è già mezza consolazione.
Lo sfogo dei propri affanni ne è già mezza consolazione.
Con il tempo anche il dolore più atroce si addomestica.
Riesco a disegnare di noi sui vetri bagnati d’acqua per poi aspettare che il mio ricordo si cancelli e sperare che sia tu a ridisegnarci sopra.
Prendi questo dolore fingi che sia l’unico peso per non farti volare.
Non è il dolore in sé ad annientarci, molto più spesso a farlo è la consapevolezza di aver di nuovo sbagliato e l’impossibilità di poter tramutare l’errore in qualcosa di giusto.
L’invidia ha una doppia capacità: fa parlare gli idioti e zittisce i mediocri.
Sdraiato sul letto, sentivo il mio cuore battere forte. Era un suono triste.