Anonimo – Tristezza
È giusto sentirsi soli nella moltitudine?
È giusto sentirsi soli nella moltitudine?
Fingere che va tutto bene, convincerti di questo, ma dentro sentirti morire.
Credo solo a me… e già mi fido poco.
L’immagine dell’amico, o della persona che ama in genere, è quella del cristallo. I corpi opachi trattengono la luce che ricevono. Il cristallo riceve tutto e non trattiene nulla per sé, ma lascia uscire fuori da sé ciò che ha ricevuto. Il cristallo è veramente cristico.
Chi ride degli altri ha molto da imparare.
Per favore smettiamola. Smettiamola di prenderci tutti in giro con Facebook, Whatsapp e stronzate varie. Smettiamola di pensare che un “mi piace” sia più importante di un “ti voglio bene”, che un messaggio “chilometrico” sia più emozionante di una lettera scritta a mano, con indirizzo, città e francobollo. Abbiate le palle di andare di andare dalla persona che vi piace, dall’amico con cui avete discusso, dal genitore deluso, e parlate. Cazzo, parlate. La bocca, gli occhi, le mani non servono per digitare o guardare uno schermo, servono per baciare, guardare, toccare. Basta volerlo. E smettiamola di prendere sempre la strada più semplice con un messaggio, un cuore in bacheca e cavolate varie. Smettiamola. Apriamo gli occhi e allontaniamoci dalla monotonia e dalla banalità. Guardiamole le persone. Negli occhi.
Darei la vita per sentirmi dire che mi ami… pensa, la mia vita per una bugia!