Elia Trabalza – Verità e Menzogna
Mentire a chi si vuole bene è come non volergliene.
Mentire a chi si vuole bene è come non volergliene.
E poi ci sono quelli che ovunque riescono a trovare significati nascosti. Ma non vi è mai passato per l’anticamera del cervello che a volte le cose possono essere esattamente come le vedete?
Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.
Non sempre le bugie hanno le gambe corte, a volte ce le hanno talmente lunghe da correre cosi veloci da non riuscire più ad afferrarle.
Non riesco a vivere nelle bugie preferisco le amare e dolorose verità. Quelle che spaccano subito il cuore in due, ma ti danno la possibilità di prendertene cura e non passare da stupida. Le bugie mi addolciscano il momento, lasciano il cuore addormentato nell’illusione, ma quando si sveglia, quando apri gli occhi fa ancora più male. Non solo ti hanno mentito, ma ti hanno lasciata vivere dentro quelle bugie fin troppo a lungo.
Quello che Freud è per la psicanalisi, io lo sono per il vino.
A volte la verità sta di fronte a noi, e noi le andiamo contro senza neanche sapere che è lì.