Michela Capriello – Vita
E il problema non è la fatica per costruire quel castello, ma quel soffio con cui gli altri lo buttano giù.
E il problema non è la fatica per costruire quel castello, ma quel soffio con cui gli altri lo buttano giù.
Tra le perle che ancora ho e gli angeli che dal cielo mi guardano, ringrazio i miei maestri di vita, il suono caldo di racconti e storie, la saggezza degli insegnamenti, la guida sicura per i sentieri che imboccherò, la dolcezza di carezze d’amore, l’abbraccio che sa di casa. Come una piccola mano rugosa, sofferta, lavoratrice, piena d’esperienza e cicatrici possa infondere tanta forza, coraggio, protezione e conforto, credo faccia parte dei meravigliosi misteri della vita e dei motivi per cui, nonostante tutto, valga la pena di viverla.
La paura mi divora l’anima. Mi sento sola e spaventata, in mezzo ad un deserto offuscato di nebbie… Non è un gioco, senza regole e neanche fantasia dove disperdi la ragione, ma è semplicemente un qualcosa di molto tenebroso… Incubi chiamati vita!
Guardo il cielo e mi accorgo di quanto immenso sia, di quanto vorrei salire lassù per vedere se da li cambia tutto o se la vita è uguale da qualsiasi prospettiva.
Si invecchia soltanto quando non siamo capaci di avere un ideale.
Gli attimi prima di morire saranno sicuramente i più belli di tutta la mia vita: potrò finalmente pensare che non avrò più problemi e preoccupazioni.
La verità è che siamo ridicoli e nel cercare di non esserlo, lo diventiamo sempre di più.