Leandro Mancino – Vita
Non so, a volte picchierei a morte la vita… è così crudele con quelli che come noi perdono spesso.
Non so, a volte picchierei a morte la vita… è così crudele con quelli che come noi perdono spesso.
Due parole. Giusto per uscire da un casino e infilarsi in un altro. Due parole, tipo “Ti amo”, dette controvoglia alla persona sbagliata o alla persona giusta che in quel momento non ne ha voglia. Due parole che possono pesare come due macigni rotti di cui ci si dimentica l’inevitabilità dei conseguenti sassolini. Due parole, le giuste due. Quelle che chiudono un discorso che non avrebbe meritato di essere stato aperto. Due parole per prendere le distanze dalle circostanze. Due parole per uscire da un tamponamento a catena, appiedato, e guarda un po’, solo sulle tue gambe. Il problema è che quelle due parole non escono mai al momento giusto. Ti tempestano i rimorsi e i rimpianti perché non sono state tempestive. Si ricomincia, signori, con poca sintesi e molta enfasi quando le due parole si moltiplicano. A questo punto, giustappunto, è meglio andare a capo. A capo di una situazione imbizzarrita ma non imbrigliabile. A capo e sul dorso di una vita che si rivela un cavallo di razza tanto più è incrociata. Un cavallo a un crocevia. Questa è la soluzione. Un cavallo piazzato improvvisamente spiazzato da tutte quelle croci che se ne vanno via. Due parole: “Vado via”. Mi correggo: “Forse torno”.
Sarò sempre io a cercare, a creare il mio tempo. Il tempo sai, non aspetta mai nessuno, non cerca mai nessuno.
Quando un pensiero vi distrae, osservatelo passare anzichè balzargli sopra e girare con lui.
Venire al mondo è già un rischio. Quello di pentirsi, poi di essere venuti al mondo.
Non prendere la vita troppo sul serio, tanto non ne uscirai vivo!
La vita è come una commedia: non importa quanto è lunga, ma come è recitata.