Susan Randall – Vita
Quando mi chiedono a cosa servono le parole, rispondo, servono per non morire dentro.
Quando mi chiedono a cosa servono le parole, rispondo, servono per non morire dentro.
Vivo di gesti e di dimostrazioni perché valgono più di mille parole vuote. Sono una persona umile che quando sbaglia si fa un esame di coscienza e chiede “scusa”. Sono una persona leale e non so barare. Sono una persona di rispetto che ne pretende tanto quanto ne concede. Non mi spaventano le responsabilità perché ho valori grandi ed inviolabili. Ed ho la forza di chi ne ha passate tante e resiste ancora…
Vivere dà più soddisfazione, ma lasciarsi vivere dà meno sofferenza.
La vita più è vuota e più pesa.
A volte la cosa migliore che puoi fare è fermarti, restare immobile, ascoltare. Lasciare che il vento passi, che la pioggia cessi, che le ferite rimarginino. Prendere tempo. Respirare. Lasciar andare. Il corpo curerà le sue ferite diventando mappa dove la vita ha segnato le sue coordinate, memoria di ogni battaglia. L’anima riposerà, per un po’, fino a trovare la forza di rialzarsi, una volta ancora.
Quelli come me vivono alla ricerca di un sogno e muoiono sognando di averlo trovato.
Nella vita bisogna provare la tristezza prima di conoscere la felicità e l’assenza di una persona per saper apprezzare la sua presenza.