Roberto Gervaso – Vita
Immaginare il nulla è altrettanto difficile che concepire il tutto.
Immaginare il nulla è altrettanto difficile che concepire il tutto.
Passi la tua vita a rincorrere sogni, persone o cose sperando di riuscire a farcela e quando ci riesci, a volte, ti accorgi di aver fatto tanta fatica per niente.
Avere settant’anni non è peccato.
Quanta cattiveria si erge dalle fondamenta dell’ipocrisia. Quanta falsità si arrampica e si insinua nelle viscere dell’incoscienza. No sono solo strappi al cuore queste realistiche condanne, ma ferite aperte che provocano infelicità e dolore a chi ne rimane vittima. Elaborare il lutto non vuol dire superarlo, come combattere la cattiveria non vuol dire sempre sconfiggerla. Troppa erbaccia afferra le nostre caviglie costringendoci a sopravvivere non a vivere! Questa è la dura realtà che dobbiamo tenere conto, ma sapendo anche che; se abbiamo il coraggio di affrontare i disordini e la cupidità della realtà, domani potremmo finalmente avere la meglio e sradicare tutte le erbacce che ostacolano il nostro cammino, (vivendo davvero).
Il dolore e credere per una vita di conoscersi e di essere felice ma dopo ci si rende conto del contrario.
Ti accorgi che la vita è una foto di gruppo, molti posano, troppi vivono a cantatto con una realtà, che non è di casa, si affrettano a prendere decisioni nell’attesa, di qualcosa, con il rischio che non accada, di qualcuno, con il rischio che non ti veda, del motivo, che ci accomuna dentro la cornice, ancora poco stanchi per dormire.
La gente mi ha sempre interessato, ma non mi è mai piaciuta.