Jean-Paul Malfatti – Abitudine
Quando smetto di scrivere, impazzisco o quasi. Ho la sensazione che le mie dita continuano a digitare parole immaginarie nel vuoto di una tastiera invisibile che esce dal nulla e ritorna nel nulla.
Quando smetto di scrivere, impazzisco o quasi. Ho la sensazione che le mie dita continuano a digitare parole immaginarie nel vuoto di una tastiera invisibile che esce dal nulla e ritorna nel nulla.
Io sono un ragazzo sensibile e fragile, ma il mio sangue è italiano e mi rende forte, tenace e combattivo. Nonostante la mia giovinezza, la vita mi ha già fatto capire che la vera forza non appartiene alle persone che non cadono mai, ma a quelle che quando cadono si rialzano più forti di prima, guardando avanti con le mani ben ferme sul timone. Io sono così, mi piaccio così e così è come voglio essere. In realtà non posso fare a meno di essere così come sono! Sapete il perché!? Perché sono Italiano con la I maiuscola!
Ad ogni vita terrena, allo spirito è regalato un nuovo corpo carnale e non al corpo carnale un nuovo spirito. La consistenza e la longevità dei corpi fisici variano in accordo alla densità del pianeta in cui lo spirito si incarna o reincarna. Lo spirito è sempre lo stesso, sono invece i corpi che cambiano!
A nulla ci si abitua tanto presto che le cattive abitudini.
Siccome l’abito non fa il monaco, così il rosa non fa il gay.
La maggior parte delle persone vive una non esistenza frenetica.
Faccio fatica a spiegarmi il perché tanta gente si accontenta dell’orizzonte quando è consapevole che, in fondo, basterebbe fare un passo per girare l’angolo, e trovare l’infinito.