Giampiero Piovesan – Accomodante
Sono l’innocenza di un peccato non voluto.
Sono l’innocenza di un peccato non voluto.
Il futuro non esiste, è un’invenzione del presente.
Non ho mai amato, quella corona, rincorsa, cercata o dal’altrui, sul capo posata né coloro che non sono almeno una volta, a terra caduti che non hanno un giorno inciampato, perché essi non hanno vissuto.
Dicono che nell’antichità l’ospitalità era sacra. Diranno che ai nostri tempi l’ospitalità era un lusso.
Il vero perdente è chi non si mette mai in gioco.
Se per gli orgogliosi troppa umiltà significa debolezza; per gli umili troppo orgoglio vuol dire ottusità. Orgoglio e umiltà, se nelle giuste dosi e nelle stesse misure, tendono a trasformarsi in due chiavi diverse ma che però aprono la stessa porta, cioè la porta del dialogo costruttivo e della civile convivenza.
Il mio segreto è la stabilità, per quello vado di qua e di là, con somma tranquillità.