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Mariagrazia Spadaro – Angelo

Le ali abbassate lo sguardo perso nel vuoto,me lo immagino così il mio angelo, in attesache io spicchi il volo e decida di vivere realmente!

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  • J.R.R. Tolkien (John Ronald Reuel Tolkien) – Angelo

    Grande è la potenza che gli fu conferita da Ilùvatar, ed egli era coevo di Manwë. Era dotato dei poteri e della conoscenza di tutti gli altri Valar, ma li volgeva a perfidi scopi, e sperperava la propria forza in atti di violenza e tirannide. Chè bramava Arda e tutto quanto vi si trovava, agognando al trono di Manwë e al dominio sui reami dei suoi pari. Dallo splendore decadde, a causa dell’arroganza, al disprezzo per tutte le cose, salvo se stesso, spirito funesto e impietoso. La comprensione egli la trasformava in sottigliezza, onde pervenire e sottomettere alla propria volontà quanto gli servisse, fino a diventare mentitore svergognato. […]Ma non era solo. Molti dei Maiar, infatti, vennero attratti dal suo splendore nei giorni della sua grandezza, e gli rimasero fedeli anche nella sua tenebra; e gli altri li corruppe in seguito, asservendoseli con menzogne e perfidi doni.

  • Angela Cicolari – Angelo

    La verità è una, e spiega tutte le altre. Dio è misogino e Cristo suo figlio è omosessuale. Per nasconderlo hanno la prevedibile azione di dire a qualcun altro quello che sono loro. Il primo fatto di per sé non è male. Lo sono le Oscenità (con la o maiuscola), con la complicità degli angeli, che compiono per tenerlo nascosto e le macellazioni tramite il simbolo del sacrificio, la croce che da più luce al mondo e al loro universo, sono proprio queste azioni, che li hanno intrappolati, liberi come uccelli, nell’immenso cosmo dei loro stessi inganni. L’intelligenza del Signore dei cieli dovrebbe metterlo in guardia. Se con uno spirito più potente del fuoco dell’inferno e del suo monte, è stato costruito il cuore universale, l’apparenza dovrebbe ingannarlo. Cosa ha messo il Padre, nel petto delle sue bestie? I ruoli sono capovolti anche se diversi. Forse sente fievolmente la risposta nelle rocce dei pianeti e nel fuoco dei soli innumerevoli, anche quelli che guarda lui stesso sopra altre terre. Ma all’avidità manca l’immaginazione, e succhiarla da altri esseri, che sono e non hanno, lo mette ancora di più nei guai, perché questa è la sua natura. Non c’è più rimedio, ormai, come direbbe agli altri tranne che a se stesso.