Alberto Tinelli – Arte
Ogni tanto faccio un quadro: se chi lo guarda non commenta mi fa incazzare, se mi dice che è bello ho la sensazione che mi prenda per il culo.
Ogni tanto faccio un quadro: se chi lo guarda non commenta mi fa incazzare, se mi dice che è bello ho la sensazione che mi prenda per il culo.
Ci sono artisti che spillano essenze dal bello, su bicchieri colmi d’arte inventano spettacoli da servire a chi vive volutamente con anima arsa. Ci sono artisti che ogni sera danno una ragione a quella sete, per gli occhi dei clienti così diversi, per quell’applauso senza buio.
L’arte si occupa sempre e soltanto della vita. Cosa facciamo nell’arte? Resuscitiamo la vita.
Purtroppo, sui giornali e Tv, la bellezza non abbonda quanto il cattivo gusto. Per la magia di un solo passo di danza occorre pazientare insonni, come guardinghe sentinelle della notte. Cenerentola di ogni palinsesto televisivo, la danza classica finisce nella programmazione agostana in terza serata, lontana dagli sguardi dei bambini, quasi ne turbasse le coscienze.
Ogni grande opera d’arte ha due facce: una per il proprio tempo e una per il futuro per l’eternità.
Un’aspirazione chiusa nel giro di una interpretazione, ecco l’arte.
La nostra arte non deve rispettare altri limiti se non quelli naturali, geografici e divini.