Mariana Nechita – Cielo
Ci scalda senza perché, ci da la vita con la sua vita. Il sole. Luce su tutto. Perché?
Ci scalda senza perché, ci da la vita con la sua vita. Il sole. Luce su tutto. Perché?
Lassù, dove il cielo inizia, la magia delle stelle ci accarezza.
Occhi nella notte che sperano nella quiete di trovare un appiglio, stringo i pugni perché il sereno della vita non è per me. Spilli pungenti di dolore è la notte che s’insinua tra le pieghe della mente che s’arroventa al lume di una candela, trovando l’ultima rima ad un’agghiacciante poesia. Mani fredde non scaldano la penna, mentre le luce della notte spengono i rumori e finalmente riposano anche le foglie che nel vento danzavano riflesse come cristalli su vetri frantumati. Vorrei annodare i fili dispersi della vita, mi perdo invece nelle paure per cercare me stesso. Vive in me una poesia che mi divora a tradimento, impossessandosi del passato; e mentre inseguo desideri assenti sprofondo nel pozzo della notte che m’inghiotte, chiudo la porta alla luce che il mondo ha lasciato accesa per me.
Guardo il cielo e mi sento minuscola e penso “quanto vorrei che fossimo minuscoli insieme.
Pulviscolo di comete di asteroidi di corpi celesti che passando vicino alla terra entrando nell’atmosfera…
Se vedi un cielo stellato ringrazia Dio per averlo creato.
Bisogna, ogni tanto, volgere gli occhi al cielo con tutte le sue stelle per rendersi…