Gabriele Ceci – Cielo
Troppo distante per essere raggiunto ma abbastanza vicino per essere sognato.
Troppo distante per essere raggiunto ma abbastanza vicino per essere sognato.
Punto al cielo e, mal che vada, avrò vagabondato tra le stelle.
Guardo il cielo dopo la pioggia, aspetto che l’ultima nuvola si sciolga.
Smettere di credere nei sogni è come guardare le stelle e pensare che non esistano.
Tu non lo sai, nemmeno io, ma poi si l’ho saputo! Quando? In un sogno, più vero del reale! Ecco insieme mani strette alle mani tu fissavi un orizzonte di una luce mai vista, il celo con le sue stelle a illuminarti i sentieri. Tutto si scostava dal passato, un amore vero governava la terra nessuno più soffriva, nessun bambino piangeva, il sorriso nella bocca di tutti il paradiso era nell’anima! Tu non lo sai ma io l’ho sognato quel mondo!
Oltre le nubi c’è sempre il sereno…La luce spegne l’oscurità…
Guardo bianchi aironi invidiandone il volo; liberi partono lasciandomi solo. Prigioniero!