Arthur Rimbaud – Cielo
All’orizzonte, il cielo è di un rosso infernale.
All’orizzonte, il cielo è di un rosso infernale.
Nulla turba l’uomo che possiede lo spirito di pace.
Abbi sempre un sogno in cui credere: è quello il sole che illuminerà ogni giorno il tuo cielo.
Sono un effimero e non troppo scontento cittadino di una metropoli creduta moderna perché ogni gusto conosciuto vi è eluso, sia nell’arredamento e nell’esterno delle case, sia nel disegno della città. Sono città! Gruppi di torri comunali cantano le idee dei popoli. Dai castelli d’osso esce la musica ignota. Tutte le leggende si animano e gli alci irrompono nei borghi. Il paradiso degli uragani sprofonda. I selvaggi danzano ininterrottamente la festa della notte.
All’infinito appartiene anche il nostro mondo, perché in una notte di San Lorenzo cadrà in mille pezzi e svanirà nell’infinito.Nell’infinito compreso anche l’incomprensibile, l’infinito è la misura dell’eternità.
Notte. Immagino la notte pianista suonar la sua opera al pianoforte, contemporaneamente la vedo danzar…
Guardiamo il cielo in attesa di un miracolo, senza accorgerci che il miracolo siamo noi…